Capita di rado, infatti, che una collisione con la Luna possa essere prevista con tanta precisione e coincidere con l’occasione di documentarla usando strumenti tra i più avanzati al mondo. Quando è arrivato il momento, però, il pezzo metallico che viaggiava a circa 8.700 chilometri orari ha colpito senza lasciare testimoni visivi. Con il passare del tempo, l’attività solare e la gravità hanno deviato il secondo stadio verso la Luna. Si tratta di una prova indiretta, ma i ricercatori la considerano sufficiente per affermare con piena fiducia che l’impatto è avvenuto dove doveva. Per più di un anno la gravità della Terra, della Luna e del Sole ne ha modificato lentamente la traiettoria, fino allo schianto finale.