Oggi, a due anni di distanza, il docente e l’ateneo hanno raggiunto un accordo che prevede il pagamento a Segal di 250mila dollari come risarcimento. Tanto che, alla fine, si è arrivati a una transazione che ha chiuso il contenzioso senza che l’ateneo dovesse assumersi alcuna colpa. E questa è solo una delle centinaia di mail ricevute dall’ateneo, riprova che si è trattato di una vera e propria campagna di pressione contro il professore. Segal è stato bersaglio della lobby israeliana nonostante sia ebreo e nipote di quattro sopravvissuti all’Olocausto, oltre che un riconosciuto studioso della Shoah. Lui stesso ha dichiarato che agli occhi di un certo mondo lui è “il tipo sbagliato di israeliano e di ebreo”.