Dai banchi del centrosinistra, Socialisti e Liberali hanno chiesto “solidarietà obbligatoria” verso la Spagna come già avvenuto per Polonia e Finlandia in occasione della crisi migratoria a seguito della guerra in Ucraina, ma anche una distribuzione equa dei minori non accompagnati tra Stati membri. I Verdi hanno difeso Madrid, contestando come “illegittimi” i controlli interni reintrodotti da alcuni Paesi e posto la questione se i pushback rimangano “illegali” anche in caso di arrivi di massa. Più netta la posizione dei rappresentanti de La Sinistra, che oltre a ricordare i 142 morti alle frontiere europee nel 2026 hanno accusato i governi di “comportamenti vergognosi” e chiesto la revisione degli accordi con Paesi terzi come il Marocco. Dal fronte delle destre, invece, i Popolari parlano di una scelta “politicamente deplorevole”, chiedendo dati sui migranti ancora presenti, minori non accompagnati e presunti soggetti radicalizzati tra coloro che sono arrivati a Ceuta. I Patrioti hanno accusato il Marocco di “aggressione” orchestrata tramite i social network, attaccando Sánchez insieme ai Conservatori, che dal canto loro chiedono al Marocco di non poter “strumentalizzare la migrazione senza conseguenze”.