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Il ritorno in campo delle calciatrici afghane dopo cinque anni di esilio. Amnesty: “Punite due volte e lasciate nel dimenticatoio”
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Il Fatto Quotidiano
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Da quella data, in Afghanistan, per le donne cambiano molte cose.
Ma non è così, perché queste partite premiano lo sforzo e la tenacia di ragazze che, da richiedenti asilo in terra straniera, non hanno avuto vita facile.
Sono lieta che la nostra mobilitazione collettiva non solo abbia cambiato il futuro delle donne afghane, ma abbia anche garantito che nessun’altra giocatrice debba compiere i sacrifici che hanno compiuto le nostre.
È la rinascita della speranza e un messaggio forte a chi cerca di escludere le donne dalla società: non ci riuscirete.