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Dall’Albania all’Armenia: la deportazione dei migranti e l’allarme della Comunità di Sant’Egidio (Aurelio Tarquini)
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FarodiRoma
Per l’Italia e per altri governi europei, l’interesse sarebbe quello di individuare interlocutori politicamente disponibili a ospitare questi centri in cambio di consistenti incentivi economici e di più ampie forme di cooperazione.
Sul piano dei diritti, la scelta di affidare esclusivamente a Paesi extra-UE la gestione delle procedure di asilo appare, secondo molti osservatori, come il tentativo di aggirare il sistema di garanzie previsto dal diritto europeo e internazionale.
La sua impostazione privilegia invece l’accoglienza, l’integrazione, la cooperazione con i Paesi di origine e di transito e l’apertura di canali legali e sicuri.
Questa posizione non equivale a negare la necessità di governare i flussi migratori o di distinguere tra le diverse condizioni giuridiche dei migranti.
La critica riguarda piuttosto sistemi che, con l’obiettivo dichiarato di accelerare le espulsioni, rischiano di privare i richiedenti asilo di una tutela concreta ed effettivamente verificabile.