"Francesco Guccini lascia un vuoto incolmabile, la sua sensibilità nello scoprire e la voglia di non essere mai neutrale. In questo inno alla vita il Maestrone di Pàvana e il Professore di Carate Brianza avevano unito le voci. Presentando quel duetto, Vecchioni definì Guccini "il più grande cantore della canzone d'autore", "il più colto, il più alto, insieme a Ivano Fossati e Fabrizio De André". "Avevamo questa mania di stare insieme, di coccolarci, di cantare, di non perderci mai. C'era la voglia di cambiare tutto, "ma il mondo non si cambia - è la constatazione amara di Vecchioni - si cambiano solo alcune persone perché quelle che hanno un po' di luce dentro sono molto meno di quelle che non ne hanno.