Da una parte la commissaria Ilenja Sabato, per la quale il giudice parla di "un'ampia dichiarazione confessoria" e dispone i domiciliari. Una condotta che, per il gip, "denota un affievolimento del rischio di inquinamento probatorio" e che ha portato a una misura meno afflittiva rispetto a quella degli altri. Ma soprattutto, secondo il giudice, così facendo hanno mostrato la "chiara volontà di proteggere il gruppo", senza un'intenzione di dissociarsi da quanto commesso. L'agente aveva inizialmente dichiarato di voler rispondere alle domande, ma di fronte alle osservazioni del gip ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Alla fine, quindi, il gip ha rigettato le richieste di revoca o sostituzione della misura cautelare per Piscopo, Rignanese e Compagnone, confermando il carcere.