Guccini non ci ha solo emozionato, ma ci ha anche aiutato a pensare. Egli che affermava che il sapere non deve essere al servizio del potere, ma deve aiutare a liberarsi dalle bugie e dagli inganni del nostro tempo. A me ha sempre colpito il mese di settembre da Guccini definito “il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età”, che “dopo l’estate porta il dono usato della perplessità”. A differenza di tanti altri, il cantautore bolognese non ci ha mai voluto illudere con facili sentimentalismi, solo per il gusto di emozionarci. Guccini è stato il primo cantautore a tradurre in una canzone il detto di Nietzsche secondo il quale “Dio è morto”.