Quando petrolio e gas diventano più costosi, l’Europa deve destinare una quota maggiore del reddito prodotto all’acquisto di energia dall’estero. La parte più interessante dell’analisi è quella che mette in evidenza il carattere regressivo dell’aumento dei prezzi energetici. Le famiglie con redditi più bassi destinano una quota molto più elevata del proprio bilancio alle spese per energia e dispongono di margini assai più ridotti per assorbire gli aumenti dei prezzi. I rincari, osserva Francoforte, erodono le risorse accantonate e incidono su famiglie che già in media spendono più di quanto incassano. Secondo Francoforte, la persistenza di prezzi energetici elevati rischia di prolungare la compressione dei redditi reali e della spesa delle famiglie.