L’Oppenheimer e l’Ulisse di Nolan osservano con il medesimo sguardo smarrito l’esito del proprio ingegno applicato alla distruzione totale, mentre brucia Hiroshima, mentre brucia Troia. E proprio quell’ingegno, trasformato in tecnica e messo al servizio della guerra e degli interessi che la preparano (no, non è la bellezza di Elena la causa della guerra di Troia), moltiplicherà all’infinito la capacità distruttiva e autodistruttiva degli umani. La chiesa non è mai stata più chiara di così. Inoltre, durante la precedente corsa agli armamenti ci avevano avvisati anche le lezioni di Günther Anders e Norberto Bobbio, concordi sull’irrazionalità della guerra nell’epoca nucleare. E che se ci sarà un sequel non si tratterà di un film: non possiamo non dirci avvisati.