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L’Odissea di Nolan 81 anni dopo Hiroshima: l’arma nucleare è il cavallo di Troia a cui abbiamo aperto le porte
['Pasquale Pugliese', 'Filosofo', 'Autore Su Pace E Nonviolenza', 'Maria Angela Gelati', 'Mauro Armanino', 'Mario Natangelo']
Il Fatto Quotidiano
L’Oppenheimer e l’Ulisse di Nolan osservano con il medesimo sguardo smarrito l’esito del proprio ingegno applicato alla distruzione totale, mentre brucia Hiroshima, mentre brucia Troia.
E proprio quell’ingegno, trasformato in tecnica e messo al servizio della guerra e degli interessi che la preparano (no, non è la bellezza di Elena la causa della guerra di Troia), moltiplicherà all’infinito la capacità distruttiva e autodistruttiva degli umani.
La chiesa non è mai stata più chiara di così.
Inoltre, durante la precedente corsa agli armamenti ci avevano avvisati anche le lezioni di Günther Anders e Norberto Bobbio, concordi sull’irrazionalità della guerra nell’epoca nucleare.
E che se ci sarà un sequel non si tratterà di un film: non possiamo non dirci avvisati.