La cosa che ha catalizzato l’attenzione è il cosiddetto duress PIN, un codice speciale che, una volta digitato, avvia la cancellazione totale del dispositivo. Riguarda l’allocazione della memoria, le sandbox, la compilazione del codice, la cifratura, la gestione della porta USB, i profili e le protezioni hardware. Il duress PIN è la parte più scenografica, non la più importante dal punto di vista tecnico. GrapheneOS dichiara di non avere strumenti privilegiati per recuperare dati cancellati e di non poter dare una mano alle autorità americane a ricostruirli. Non è solo una scelta di principio: l’assenza di un accesso amministrativo centrale fa parte proprio del modello di sicurezza.