Basta una riga per mandare in tilt un intero sistema, e il file HOSTS di Windows 11 è proprio quel tipo di elemento capace di combinare guai silenziosi. Il problema è che il file si trova in una cartella di sistema poco comoda da raggiungere e non si lascia salvare da un editor privo dei privilegi giusti. Windows però controlla prima le informazioni locali, tra cui la cache del client DNS e le voci del file HOSTS. Il file torna utile anche per dare nomi leggibili ai dispositivi di rete, come 192.168.1.10 nas-ufficio. Le versioni aggiornate di Windows 11 includono anche Edit, il nuovo editor di testo Microsoft usabile dal prompt, da PowerShell e da Windows Terminal.