I dati, però, mostrano che Schengen non è stato minacciato e che il modello repressivo italiano resta lontano dalle promesse. Il bersaglio, questa volta, non è stato soltanto il migrante. Durante la riunione europea del 4 agosto, inoltre, è stato nuovamente ribadito che la crisi era rimasta circoscritta a Ceuta e che la libera circolazione europea non era stata messa in pericolo. La distanza tra la natura reale dell’emergenza e la rappresentazione prodotta dal governo italiano appare dunque notevole. Chi ha attraversato la frontiera di Ceuta alla fine di luglio, dunque, non può beneficiare in alcun modo della misura.