Il tema, questa volta, è la plastica: quella che ognuno di noi usa, getta, differenzia o, troppo spesso, abbandona per strada. Il paradosso è spietato: il Comune interviene per rassicurare la città su un impianto che non esiste ancora, e tace su quello che la città possiede già. La responsabilità non si scarica su chi chiede spiegazioni o manifesta dubbi. La verità è che un impianto Corepla può rappresentare sviluppo e occupazione, non una minaccia da respingere per paura o ignoranza. La responsabilità è dire alla città perché l’impianto ASE, costato 900.000 euro e capace di dodici posti di lavoro, sia ancora fermo.