“Dio al primo posto; la preghiera prima nostra obbligazione; la liturgia prima fonte della vita divina a noi comunicata, prima scuola della nostra vita spirituale”. Nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata nella basilica di San Pietro, il Papa ha citato queste parole, usate da Paolo VI promulgando la Sacrosanctum Concilium. Nella costituzione conciliare, infatti, “il termine preghiera designa tutta la liturgia”: “Questa prospettiva è decisiva, perché ha orientato la riforma liturgica dandole come asse portante la partecipazione attiva dei fedeli”, ha sottolineato Leone XIV. Nella costituzione conciliare, “la liturgia è presentata anzitutto come il luogo dell’incontro, dell’iniziativa di Dio che si fa prossimo all’umanità nel suo Figlio, il Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo”. Per questo Paolo VI, ha spiegato il Papa, “desiderava ardentemente che la Liturgia delle Ore, cioè la preghiera pubblica quotidiana della Chiesa, inseparabile dall’Eucaristia, pervadesse profondamente, ravvivasse, guidasse ed esprimesse tutta la preghiera cristiana e alimentasse efficacemente la vita spirituale del popolo di Dio”.