L’intelligenza artificiale potrebbe diventare la più grande occasione degli ultimi decenni per ridurre il gender gap nel lavoro, oppure trasformarsi nel suo acceleratore. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro afferma che il 16% delle occupazioni femminili rientra tra i lavori maggiormente trasformabili dall’AI, contro appena il 3% di quelle maschili. «Esiste un pericolo reale che il divario di genere si trasformi in un nuovo gap legato all’accesso e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale» – riflette Carta. Per questo promuoverne l’adozione tra le donne non è soltanto una questione di equità, ma una necessità economica». Molto prima dell’universitàSe il rischio è che l’intelligenza artificiale allarghi il divario di genere, la risposta non può arrivare soltanto dalle aziende.