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Si fa prima a bruciare le plastiche che a riciclarle. Partiamo col ridurre gli imballaggi
['Rossano Ercolini', 'Presidente Di Zero Waste Italy', "Speaker'S Corner", 'Paolo Hutter']
Il Fatto Quotidiano
Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione RegistratiDall’1 giugno al 31 luglio 2026 abbiamo contato ben 27 incendi avvenuti presso altrettanti impianti riconducibili al riciclo delle plastiche.
Anche Corepla (il Consorzio di ritiro delle raccolte differenziate di imballaggi plastici) ha elevato il “grido di allarme” dopo, però aver sempre raccontato che l’Italia era leader del riciclo e che non aveva bisogno di “plastix tax”.
Ora il Re è nudo ed è evidente che il primo obiettivo su cui ogni intervento e Tavolo devono assumere quale priorità la riduzione delle plastiche di imballaggio.
Infatti, considerato il potere calorifico delle plastiche molto più elevato di quello medio del RUR ridurrebbero le potenzialità di combustione effettiva di circa la metà e di conseguenza i loro profitti.
A partire dal gennaio 2027 questo provvedimento che può permettere sia di ridurre le plastiche sia di garantire prezzi competitivi all’industria del riciclo (altrimenti morta anche per gli elevati costi energetici che questa comporta) deve essere attuato.