L'idea è stata lanciata in primis dal consigliere Totò Braschi e, con sfumature diverse, rilanciata anche dal presidente del Consiglio Alberto Mazzeo. Una proposta che parla alla pancia dell'opinione pubblica, ma che, numeri alla mano, appare più un gesto simbolico che una reale soluzione finanziaria. Il rischio è che il Comune debba coprire lo squilibrio con risorse proprie della spesa corrente, sottraendole ad altri servizi. Per questo il taglio delle indennità, più che una soluzione tecnica, rappresenta una scelta di responsabilità politica. È lì, prima ancora che negli stipendi della politica, che si gioca la partita del futuro di Palazzo D'Alì.