Dalla Nota sulla congiuntura l'autorità indipendente emerge che la spinta è legata in buona parte a fattori temporanei. Ma il miglioramento non cambia il quadro di fondo: la ripresa resta fragile. Per il 2027, invece, le stime restano ferme allo 0,6%: segno che il miglioramento osservato nel 2026 non viene considerato sufficiente a modificare le prospettive di medio periodo. Il rialzo delle quotazioni energetiche, inoltre, dovrebbe peggiorare il saldo commerciale attraverso l‘aumento della bolletta delle importazioni di petrolio e gas. L’Upb prevede che il costo del lavoro aumenterà del 2,8%, contro un deflatore dei consumi del 3,1%, determinando una nuova erosione dei salari reali.