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Inps, Naspi a chi è costretto a dimettersi per violenze
['Agenzia Ansa', 'Redazione Ansa']
Primo piano ANSA - ANSA.it
Chi è costretto a dimettersi dal lavoro per la salvaguardia della propria incolumità ha diritto ad accedere alla Naspi perché di fatto si tratta di dimissioni per giusta causa e si va incontro a una disoccupazione involontaria.
L'Inps con un messaggio chiarisce che in questi casi è possibile chiedere la Naspi ma ci deve essere una stretta correlazione tra le violenze e gli atti persecutori e lo svolgimento dell'attività lavorativa.
"Le violenze e le condotte persecutorie, anche se provenienti da soggetti estranei all'ambiente professionale, spiega l'Istituto, possono determinare un'oggettiva impossibilità di proseguire l'attività lavorativa.
Per ogni lavoratrice o lavoratore che subisce tali episodi, la scelta di interrompere il rapporto di lavoro non costituisce una libera decisione, bensì un atto di autodifesa.
"Garantire sicurezza e protezione sociale - sottolinea l'Inps - significa offrire sostegni concreti in grado di salvaguardare la vita e l'autonomia di chi si trova in condizioni di vulnerabilità.