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Da cosa fuggirebbe l’Ulisse di oggi? Troia metafora della solitudine, Polifemo gigante della precarietà
['I Post Scritti Dai Lettori', 'Maria Angela Gelati', 'Mauro Armanino', 'Mario Natangelo', 'Pasquale Pugliese']
Il Fatto Quotidiano
Grandi linee, il poema è noto a tutti; l’eroe epico che sopravvissuto alla guerra di Troia deve peregrinare per anni prima di rivedere la sua amata Itaca.
Probabilmente Ulisse non partirebbe dalle macerie di una guerra materiale, ma al contrario il tutto prenderebbe inizio dai frantumi della propria individualità.
Fuggirebbe dalle apparenze, e dalla superficialità che caratterizzano il nostro tempo, mettendosi alla ricerca della propria identità.
Polifemo oggi sarebbe rappresentato dall’automatismo e dalla omologazione a tutti i costi, dalla liquidità sociale, da una precarietà che ha inghiottito tutti i punti di riferimento.
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