Non siamo di fronte soltanto a una vicenda di turismo o di ospitalità alberghiera, ma a un fenomeno che interroga il rapporto tra responsabilità individuale, memoria collettiva e coscienza politica. Il cortocircuito che si genera non riguarda soltanto la gestione amministrativa della vicenda o la necessaria trasparenza istituzionale, principi fondamentali in uno Stato democratico. La Sardegna porta ancora le cicatrici di decenni di servitù militari, esercitazioni e poligoni che hanno segnato il suo territorio e alimentato una forte cultura pacifista. Il dibattito mette inoltre in evidenza la distanza tra la diplomazia degli Stati e la sensibilità di una parte crescente dell’opinione pubblica. La pace, il turismo e il riposo non sono categorie impermeabili alla storia.