La guerra non può essere considerata una prosecuzione della politica con altri mezzi, ma deve essere riconosciuta come il fallimento della politica, della diplomazia e della ragione pratica. La guerra sovverte questo imperativo categorico, trasformando milioni di persone in strumenti sacrificabili sull’altare della sovranità, della sicurezza o dell’espansione geopolitica. L’abolizione della guerra non rappresenta più soltanto un ideale morale, ma una necessità storica e una condizione imprescindibile per la continuità della civiltà. Il superamento della guerra costituisce, in definitiva, il banco di prova dell’evoluzione morale dell’umanità. Laura TussiNella foto: Marc Chagall, La guerra (1943), olio su tela, Centre Pompidou, Parigi.