Lo sbalzo tipico del balcone che si staglia oltre il perimetro costruito si pone con l’intenzione non troppo nascosta d’imporre la propria presenza sul mondo esterno, segnando una differenza profonda e netta tra il dentro e il fuori. Dal “Vincere e vinceremo” di Piazza Venezia, al “Vieni, dolce notte. portami il mio Romeo!” di Verona, il balcone segna un momento di passaggio oltre il quale tutto non sarà mai più come prima. Al contrario la terrazza – pienamente compresa nella struttura architettonica – diviene il luogo della pausa, dello scambio dilatato in cui il dentro e il fuori divengono un luogo e un fatto unico. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it© Ilfoglio.it - La terrazza, il tempo lungo di un godimento estivo