Il piede è il punto più basso del corpo, ma raramente è neutro, poiché nella sua copertura si deposita una grammatica dell’aggressione, del controllo e dell’appartenenza. L’articolo esplora il potere simbolico, politico e sociale delle scarpe, mostrando come ciò che indossiamo ai piedi non sia mai neutro: le calzature esprimono aggressività, controllo, appartenenza, status e ideologia. Attraverso esempi storici e culturali, Terracciano mostra che le scarpe sono un vero e proprio codice di potere, capace di raccontare la mentalità dei sovrani di ieri e dei “nuovi re” globali di oggi. O le poulaine, scarpe con la punta lunghissima in voga fra il medioevo ed il Rinascimento: più la punta era lunga, più il portatore era di stato sociale elevato. Le scarpe diventano così un emblema del dress code dei potenti, un segno che comunica forza, dominio, identità politica.