"L'immaturità tra i 14 e i 18 anni è la norma biologica, non l'eccezione da dimostrare in tribunale". È il messaggio del neuropsichiatra infantile e psichiatra forense Ugo Sabatello, che in una lettera aperta critica la proposta di rendere imputabili i minori tra i 14 e i 18 anni senza la valutazione della capacità di intendere e di volere prevista dall'attuale normativa. Secondo Sabatello, la letteratura scientifica mostra che le competenze di discernimento e autoregolazione maturano ben oltre i 18 anni e trattare gli adolescenti come adulti "significa ignorare che la loro stessa immaturità è già oggi sfruttata dalla criminalità organizzata". Nel documento cita le criticità registrate negli Ipm di Milano Beccaria, Roma e L'Aquila, tra rivolte, aggressioni, incendi, episodi di autolesionismo e carenze di personale. Per Sabatello, conclude la lettera, "la preoccupazione" per alcuni comportamenti giovanili "è legittima", ma servono interventi capaci di coniugare responsabilizzazione, presa in carico del disagio e investimenti in strutture e personale.