Quello di Peter Thiel è un pensiero difficile. Difficile perché Thiel non è filosofo di professione. Male non come assenza di bene talché basta resistere a esso, ma come realtà che richiede lotta. Qualcosa che il progressismo cattolico, oggi dominante almeno in Europa, fa fatica a seguire. Per continuare a leggere prosegui qui o iscriviti a Lisander, il substack di Tempi e dell’istituto Bruno Leoni.