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Trieste sempre più snodo del riarmo globale. Il Comitato No Imec denuncia: “Il porto non diventi un anello della terza guerra mondiale” (Laura Tussi)
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FarodiRoma
Un nuovo trasporto di materiale militare attraverso il porto di Trieste riaccende il dibattito sul ruolo strategico dello scalo giuliano nelle nuove direttrici del riarmo internazionale.
Il velivolo è stato caricato sulla nave CMA CGM Adonis, impiegata nel servizio “Phoenician Express”, che collega il Mediterraneo con il Sud-est asiatico, facendo scalo anche nel porto malese di Port Klang.
Per il Comitato, queste parole confermano il crescente peso strategico della regione, che comprende la base statunitense di Aviano e il porto di Trieste, ritenuto ormai un nodo sempre più importante nella logistica militare internazionale.
“Entrambi i progetti – afferma il Comitato – sono funzionali alla logistica di una prossima guerra mondiale annunciata da numerosi capi di Stato”.
“Se l’Allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi tutela il regime di porto franco, l’Allegato VI e la Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite stabiliscono la smilitarizzazione e la neutralità del Territorio Libero di Trieste.