Un secondo contributo è di costruttori e curatrici di spazio pubblico, di maestri e maestre di laicità, che sappiano offrire, nutrire, tutelare come bene comune un vero spazio pubblico autenticamente plurale. Un terzo contributo è mettere al centro i margini, gli esclusi, gli irrilevanti, i folli. Il quinto contributo è di risorsa di senso nella estroversione. La proposta che emerge da queste premesse, ha detto Laiba, è quella di una teologia del cammino condiviso. La teologia della compagnia è anche teologia della sofferenza.