“Accanto al pluralismo culturale e religioso odierno vi è una pluralizzazione del senso, delle appartenenze e la ricerca di autenticità, la libertà di scelta e il riconoscimento della sfera dei diritti individuali. In questo contesto, la Chiesa cattolica vive una crisi di rilevanza, una afasia: la parola di annuncio evangelico, della visione del mondo, dell’umano, della storia di Dio stesso non incide, risulta irrilevante, in fondo percepita inutile o inutilizzabile, da tanti”, ha osservato. Tutto questo chiede di “ripensare le modalità di annunciare e pensare la fede cristiana e la forma ecclesiale”, di stare nelle realtà sociali, culturali, politiche, del discorso pubblico e del confronto tra istituzioni e organizzazioni. Noceti trova la modalità per farlo in un’espressione dell’ecclesiologo, filosofo e teologo della liberazione Ignacio Ellacuria, gesuita martire in El Salvador: farsi carico della realtà, caricarsi/patire nella realtà, incaricarsi della realtà. Che equivale, nell’interpretazione di Noceti, a scegliere la postura del pluralismo, a collocarsi nella realtà storica e ad adottare la performance del noi ecclesiale.