La premessa, che prende spunto dalla tesi di laurea di Anna Montesi all'Università La Sapienza di Roma, è rendere leggibile, accessibile e coinvolgente un patrimonio archeologico di grande valore ma composto oggi da resti, fondazioni e stratificazioni che non sempre risultano immediatamente comprensibili. Il percorso di visita si sviluppa in cinque tappe a narrazione cronologica, dalle origini dell’insediamento alla ricostruzione dell’Acropoli nel II secolo a.C. Le esperienze in realtà virtuale sono fruite da seduti, per garantire sicurezza e comfort, mentre le tappe in realtà aumentata prevedono punti di attivazione differenziati. La tecnologia non sostituisce il sito archeologico, ma lo potenzia, aiutando il visitatore a immaginare ciò che oggi non è più visibile. Anche in altre realtà, con questo modello, la storia può diventare esperienza immersiva".