Il muro contro muro con le opposizioni cambia presto scala e, nel giro di ventiquattr'ore, l'interlocutore diventa Bruxelles. Da Palazzo Berlaymont arriva un richiamo di principio: "Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è vietato dall'AI Act", mette in chiaro l'esecutivo di Ursula von der Leyen, pur evitando di entrare nel merito di un decreto ancora aperto. L'impianto del testo, nella tesi espressa dietro le quinte, non estende indiscriminatamente il ricorso al riconoscimento facciale, bensì lo circoscrive alle ipotesi già previste da Bruxelles, il contrasto al terrorismo su tutte. Parliamo di strumenti innovativi e delicati, come l'identificazione biometrica in tempo reale, il riconoscimento facciale a posteriori e l'uso di dati biometrici per la ricerca di persone scomparse o la prevenzione di minacce imminenti. Lo dichiara Cristina Rossello, deputata di FI e relatrice in Commissione Politiche dell'Unione europea sullo schema di decreto legislativo di adeguamento al Regolamento Ue sull'intelligenza artificiale.