Che la lingua italiana necessiti di svecchiamento non siamo noi a doverlo pretendere, ma è l’evoluzione stessa implicita in qualsiasi lingua a determinarlo. Altrettanto doveroso è che la lingua sia quanto più inclusiva possibile, poiché è innegabile che attraverso la lingua passano battaglie sociali e cambiamenti. Non meno aberrante trovo la proposta di sostituire negli atti pubblici la parola “uomo” con “persona”. Ciò che si teme viene cassato senza pietà, anzi senza competenza. Ma non è mettendo le parole, a mo’ di polvere, sotto il tappeto che si risolvono i problemi.