La visita di Zelensky a Washington, martedì, ha mostrato che i tempi degli agguati e degli insulti per il presidente ucraino sono finiti. Ci sono poi almeno altri due elementi che spiegano il progressivo slittamento di posizioni di parte del Maga sull’Ucraina. C’è, infine, un ultimo elemento che va segnalato e che riguarda la strategia di comunicazione degli ucraini. È un linguaggio che non ha particolare presa all’interno del sistema comunicativo Maga e che ha costretto a un cambio di strategia. Per diversi tra loro – Tim Pool è uno di questi – l’Ucraina è oggi baluardo di una cristianità ancora una volta minacciata.