I sistemi Manpads costituirebbero in un certo senso ossigeno per le capacità difensive della Repubblica islamica, fortemente degradate durante le prime fasi del conflitto. Nello specifico, i QW12 e gli FN16 hanno dei sistemi ad infrarossi e sono particolarmente indicate contro aerei che volano a bassa quota, elicotteri e droni, costringendoli a volare ad altitudini maggiori e riducendone così l’efficacia. Il contributo cinese alle capacità difensive e militari iraniane non si esaurisce con questo tipo di armamenti ma, come noto, si estende ad altre tecnologie, spesso dual use. In quel caso, gli Stati Uniti avevano persino sanzionato alcune aziende cinesi, accusandole appunto della fornitura di intelligence geospaziale a Teheran. Un altro esempio è il settore della navigazione satellitare.