L’obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone con patologie neuromuscolari, offrendo anche a chi ha una disabilità la possibilità di praticare un’attività sportiva, in grado di coniugare il valore della socializzazione con quello della competizione agonistica. Dall’altro, la Federbocce metterà in campo il proprio patrimonio tecnico, garantendo la guida di istruttori qualificati e fornendo tutto il materiale necessario per l’avvio e la gestione delle attività sul territorio. Favre spiega: “Con questo protocollo intendiamo ampliare l’offerta sportiva sul territorio e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, anche gravi, garantendo l’accesso all’attività motoria e agonistica. “Uno dei pilastri su cui lavora Uildm è la promozione dell’autonomia personale e della vita indipendente. Nel corso di questi anni, all’interno della nostra associazione, abbiamo promosso il valore della Boccia paralimpica come opportunità di crescita, socializzazione e inclusione.