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La vita sociale delle piante
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Il Bo Live
SCIENZA E RICERCA La vita sociale delle piante di Sofia Belardinelli CONDIVIDIFoto: Kelly Sikkema/UnsplashLo sappiamo, tra piante e animali c’è un divario incolmabile, segnato soprattutto dalla capacità di movimento e dalla presenza di un sistema nervoso, entrambe caratteristiche di cui gli animali sono dotati e le piante sono prive.
Come spiega Yamawo, la capacità delle piante di riconoscere chi sta loro intorno modifica il comportamento delle piante stesse: la presenza di un conspecifico, e in particolare di un ‘parente’, oppure la presenza di un membro di un’altra specie influiscono sulla crescita della pianta, sullo sviluppo delle radici, sulla posizione delle foglie e persino sull’attività di riproduzione.
Riconoscendo i vicini simili, le piante imparentate si aiutano a vicenda, unendo le forze per competere con le altre specie locali.
Un caso interessante, che il ricercatore giapponese riporta nel suo articolo, riguarda il riso: è stato osservato che un gruppo imparentato di piante di Oryza sativa è più efficace nel ridurre la crescita di piante infestanti rispetto a un gruppo di piante di riso non imparentate tra loro.
Qualcosa di molto simile avviene anche nelle foreste, tra piante la cui vita è molto più lunga rispetto a quella delle piante erbacee: anche gli alberi, infatti, si alleano con i loro ‘parenti’ in una sorta di competizione collettiva con i membri delle altre specie influenzando in questo modo, tra l’altro, la stessa composizione delle foreste.