Sono "un dettaglio di violenza ingiustificato" le immagini che raffigurano il luogo in cui Chiara Poggi è stata ritrovata senza vita e i particolari e parti del corpo della ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il procedimento ha preso il via su iniziativa dei genitori di Chiara, Rita e Giuseppe Poggi, nell'aprile dell'anno scorso, quando, tramite il loro legale, Vinicio Longo, hanno presentato reclamo lamentando una violazione "della dignità" della figlia "e loro, in qualità di genitori, nonché una violazione del principio di essenzialità dell'informazione". Nelle due trasmissioni, tra le molte che si stavano occupando del caso giudiziario che la Procura di Pavia da poco aveva riaperto, il 30 marzo una e il 9 luglio l'altra, era stata offerta agli spettatori la ricostruzione della scena del crimine mostrando l'interno della viletta di via Pascoli, la giovane riversa sulle scale, le chiazze di sangue, una gamba e i lividi. Una serie di particolari che, a loro avviso, non avevano "alcuna utilità al fine di far comprendere (o meglio comprendere) al telespettatore il contenuto del servizio" bensì avevano "un esclusivo intento 'sensazionalistico'". Posto ciò il Garante ha affrontato il caso di specie.