È il quadro che emerge dai dati diffusi dall’Istat sulle retribuzioni contrattuali, quelle cioè previste dai contratti collettivi nazionali. Nel secondo trimestre 2026 la crescita tendenziale media delle retribuzioni contrattuali per il settore privato è risultata del 2,3%, in rallentamento rispetto al trimestre precedente. La percentuale sale all’89,3% nel settore privato ed è invece pari a zero nella pubblica amministrazione dove tutti i contratti sono scaduti. Nel corso del secondo trimestre sono stati recepiti sei contratti: uno nel settore agricolo, uno in quello industriale e 4 nei servizi privati. Di questi, meno di un terzo appartiene al settore privato e il resto alla Pubblica amministrazione.