È una forma di pressione collettiva che pone una domanda etica fondamentale: può essere considerato legittimo uno strumento che produce sofferenza sociale per tentare di modificare il sistema politico di un intero popolo? La risposta cubana, secondo Díaz-Canel, non è la rassegnazione ma la ricerca di soluzioni interne: “La nostra risposta all’asfissia è l’inventiva, la creatività e, anche se dà fastidio, la gioia. Una posizione che rivendica il diritto di Cuba a cercare una propria strada senza imposizioni esterne. Una scelta che rischierebbe di interrompere anni di collaborazione, compreso il ruolo svolto da Cuba nel processo di pace colombiano. È il simbolo di una sfida più ampia contro ogni forma di colonialismo contemporaneo, contro l’idea che la forza militare e il dominio economico possano sostituire il diritto internazionale e il dialogo tra i popoli.