Eppure, secondo Curry, l’approccio dominante tende a ridurlo a una questione lineare, dove la CO₂ è la causa primaria e le politiche restrittive sono l’unica risposta possibile. Ma il prezzo di questa semplificazione è la perdita di prospettiva scientifica. “Nell’interfaccia tra scienza e politica, credo che il futuro risieda nei cosiddetti approcci della ‘scienza malvagia’”, spiega Curry. “La ‘scienza malvagia’ utilizza approcci derivati dalla scienza della complessità e dal pensiero sistemico, ma include anche la conoscenza esperienziale e operativa di una vasta gamma di stakeholder e decisori. E abbandona l’idea di controllo e di coercizione morale e politica a favore di una maggiore comprensione e di una riduzione della vulnerabilità”, prosegue.