E, anche, elaborare un piano straordinario per far fronte all’impatto occupazionale che ne deriverà, da tracciare nell’arco di un mese di confronti con sindacati ed enti locali. “Deve essere chiaro che non è nostra intenzione fasciarci la testa né rassegnarci”, avrebbe detto Mantovano alle tute blu, ribadendo che esecutivo e sindacati non devono “considerarsi parti contrapposte, poiché condividiamo i medesimi obiettivi”. La seconda priorità è il ‘piano straordinario’. Questo, “anche nella prospettiva di garantire un futuro occupazionale a coloro che, in conseguenza della situazione determinatasi, dovessero perdere il lavoro”. Ma le tute blu di chiusura non vogliono sentir parlare e chiedono che i prossimi tre mesi servano a individuare una soluzione diversa.