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Don Burgio, cappellano del Beccaria: "Parlare di maranza e baby gang è una semplificazione, serve educazione"
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MilanoToday
L'etichetta facile da una parte, la complessità della realtà dall'altra.
Un'analisi che punta il dito prima di tutto sull'assenza di un percorso educativo solido prima ancora che sulle responsabilità individuali, evidenziando come la risposta puramente sanzionatoria rischi di mancare l'obiettivo principale del sistema minorile: la rieducazione.
Parlare di maranza, parlare di baby gang significa voler semplificare un fenomeno giovanile di disagio molto profondo.
A volte gli slogan, le etichette impediscono di guardare in profondità e di prendere poi decisioni che siano lungimiranti".
Secondo il sacerdote, ridurre il malessere degli adolescenti a etichette mediali rischia di bloccare la ricerca di soluzioni a lungo termine, favorendo risposte d'emergenza a scapito di interventi strutturali sui territori e sulle famiglie.