Il quadro che emerge è quello di una crescente sfiducia verso una soluzione diplomatica. Trump, pur senza sbilanciarsi pubblicamente, lascia aperte tutte le opzioni: “Non ho deciso se lanciare un grande attacco”, ha dichiarato ai giornalisti. Una posizione che preoccupa parte dei suoi consiglieri, timorosi che il conflitto possa logorare la presidenza e pesare sulle elezioni di midterm di novembre. Nonostante ciò, Trump avrebbe mostrato minore preoccupazione rispetto al suo entourage, arrivando a sollecitare pressioni sulle compagnie petrolifere per contenere i prezzi prima del voto. In questo contesto, la prospettiva di una de-escalation appare sempre più fragile, mentre sul terreno e nei palazzi del potere prende forma una fase di crescente tensione.