“La realizzazione della Casa di comunità all’interno della Casa circondariale di Rebibbia rappresenta un segnale concreto della volontà di rafforzare la sanità territoriale anche nei contesti più complessi e fragili del Paese”. È un investimento - continua - che mette al centro il diritto alla salute e dimostra come le Case di comunità possano diventare il punto di riferimento dell’assistenza territoriale anche in ambito penitenziario”. “Questa iniziativa conferma una convinzione che il Sumai Assoprof sostiene da sempre - spiega Magi in una nota - Le Case di comunità possono funzionare soltanto se vengono dotate delle professionalità necessarie. Per il Sumai Assoprof, l’esperienza di Rebibbia rappresenta un modello organizzativo da sviluppare e replicare. La Casa di comunità di Rebibbia dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e valorizzano le competenze presenti nel Servizio sanitario nazionale - conclude - è possibile realizzare una sanità di prossimità moderna, efficiente e realmente vicina ai cittadini, anche a quelli più fragili”.