"Non era soltanto un grande professionista, ma era anche un vero amico. Nel ricordo del conduttore, Compatangelo era "un giornalista vecchio stile, nel senso migliore del termine: un cronista che aveva fonti di primissimo piano, appassionato, sempre alla ricerca della notizia". Parenzo evidenzia soprattutto l'approccio professionale del collega: "La cosa forte di Daniele è che non era un giornalista ideologico. Nel ricordo c'è spazio anche per il lato più personale e ironico di Compatangelo: "Aveva un grandissimo understatement. Aveva la capacità di passare dal rigore del cronista alla leggerezza del talk show".