Ma dall'opposizione il Kuomintang e il Taiwan People’s Party attaccano: "Vogliono svuotarci". E la volontà di Washington di far crescere la produzione negli Stati Uniti dei dispositivi che la TMSC vende a giganti come Apple e Nvidia non nasce con l’amministrazione Trump: si tratta di una preoccupazione bipartisan della politica americana. “Nessuno può minare lo scudo di silicio di Taiwan” ha rincarato la dose il leader del partito Eric Chu. Ma anche il presidente del Taiwan People’s Party Huang Kuo-chang ha definito la proposta come “un tentativo di svuotare le fondamenta del settore tecnologico taiwanese”. In gioco ci sono anche i nuovi investimenti a Taiwan: la TSMC intende iniziare la costruzione di quattro nuovi impianti nel Central Taiwan Science Park entro la fine di quest'anno.