“Questo evento è un’occasione privilegiata per riflettere insieme su un tema di profonda sensibilità e rilevanza sociale e, nel contempo, per testimoniare l’attenzione e l’impegno delle istituzioni accademiche e del Governo italiano nei confronti dei cosiddetti Paesi in via di sviluppo”. Promosso in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm, il progetto punta a rafforzare il percorso materno-infantile nei Paesi africani attraverso la formazione dei medici e la prevenzione della fistola ostetrica, una complicanza post parto che ogni anno colpisce oltre 100mila donne nei Paesi a basso reddito. Le fistole, ha spiegato Nicoletti, “possono causare gravi danni fisici e psicologici e richiedono una risposta medica e sociale urgente”. All’evento interverranno, tra gli altri, don Dante Carraro, direttore del Cuamm, rappresentanti dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, della Società italiana di ginecologia e ostetricia e docenti dell’Ateneo. Previsti anche contributi dai medici in formazione che hanno operato sul campo.