Quando Papa Francesco ha proclamato l’Anno del Giubileo, l’anno della speranza, lei ha parlato di un significato particolare della speranza. Sono grato a chi è venuto perché è una speranza che condividiamo gli uni con gli altri. La guerra è ormai così diffusa e feroce che non è più neanche una questione della Santa Sede o non Santa Sede. Un aspetto molto importante è che anche oggi, dare il benvenuto a chi è venuto qui, non è soltanto una presenza fisica: è sentire l’atmosfera, è sentire il cuore. Percepire fisicamente che cosa è la guerra serve a far sì che la guerra non sia soltanto una parola teorica.