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Concordato preventivo tra fisco e partite Iva, anche il bis delude ma per Leo è un “gran successo”. Ecco cosa non torna
['Vincenzo Imperatore', 'Consulente Di Direzione', 'Giornalista E Saggista', 'Politica', 'Economia E Cultura Del Grande Mediterraneo', 'Dario Balotta', 'Esperto Di Trasporti E Ambiente', 'Mario Pomini', 'Docente Di Economia', 'Università Di Padova']
Il Fatto Quotidiano
Tasso di adesione sotto il 10% dei potenziali destinatari: peggio dell'edizione 2024.
Martedì si è chiusa ufficialmente la seconda edizione del concordato preventivo biennale per il 2025-2026.
L’esponente di Fratelli d’Italia lo ritiene “un gran successo” perché “un numero consistente di soggetti che sono usciti dalla zona d’ombra per entrare in un’area di affidabilità”, ma come vedremo l’interpretazione non regge.
Nel 2024 sui 460mila partite Iva soggette agli Isa che hanno aderito solo 160.000 avevano punteggi di affidabilità fiscale bassi e concordando hanno effettivamente dichiarato di più.
Il risultato è che il gettito – 1,6 miliardi quello atteso dalla prima edizione – rischia di essere inferiore a quanto lo Stato avrebbe potuto incassare senza la misura.